Covid-19 e consulenza finanziaria: cos’è cambiato?

Con la pandemia la figura del Consulente Finanziario è andata rafforzandosi, e il rapporto con il cliente, anche da remoto, si fa sempre più solido e longevo.

 

Contro ogni previsione, la crisi sanitaria ed economica dovuta all’emergenza Coronavirus ha fortificato il ruolo del Consulente Finanziario

Il sempre più frequente ricorso alla tecnologia ha accentuato il ruolo sociale del Consulente, che stringe un legame sempre più solido con la sua clientela.
È sbocciata definitivamente l’advisory finanziaria digitale in Italia: tutte le principali reti di consulenza del Paese hanno sfruttato la pandemia per accelerare vertiginosamente l’evoluzione tecnologica già in atto nel settore.

Come consulenti finanziari abbiamo reagito alla crisi con una certa rapidità supportando l’emotività crescente dei nostri clienti. Durante l’emergenza è emersa l’esigenza di essere rassicurati sull’evoluzione della propria situazione finanziaria e patrimoniale. Molti clienti, infatti, si sono rivolti al Consulente Finanziario per richiedere indicazioni sia sul contesto generale sia sulla propria situazione.
 il Consulente è diventato un’importante figura di riferimento, rassicurante e comprensiva, che supporta il cliente al di là delle più ordinarie funzioni di assistenza.

La nostra è una professione che continuerà a trasformarsi, con una crescita della gestione del cliente da remoto. Sempre più italiani vedono in questa figura professionale il custode dei propri risparmi e pensano che la relazione con il proprio consulente di fiducia sia stata decisiva per uscire finanziariamente indenni dal lockdown economico.

Il lockdown, quindi, non ha provocato solo danni economici ma ha contribuito a diffondere una certa consapevolezza che si è fatta largo tra le mura domestiche. Infatti in questi mesi i clienti hanno iniziato a convincersi che da questa fase post-quarantena si possano anche aprire nuove e interessanti opportunità.

I Consulenti hanno quindi rivoluzionato la loro professione in questa fase, un’accelerata che potrebbe servire per fornire un servizio nuovo e più tecnologico anche dopo il lockdown.
L’ideale, per molti, sarebbe un bel mix tra comunicazioni digitali e face to face.
Una spinta innovativa che, innegabilmente, avrebbe ritardato ancora senza il Covid-19.

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